In realtà io non esisto, ma non ditelo a nessuno.

giovedì 30 settembre 2010

Coco Chanel

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« Coco Chanel ha creato la nuova uniforme della donna moderna. »


Nata a Saumur, Francia, il 19 agosto 1883, Gabrielle Chanel, chiamata "Coco", ebbe una infanzia molto umile e triste, trascorsa in gran parte in un orfanotrofio, per poi diventare una delle più acclamate creatrici di moda del secolo scorso. Con lo stile lanciato da lei ha rappresentato il nuovo modello femminile del '900, ossia un tipo di donna dedita al lavoro, a una vita dinamica, sportiva, priva di etichette e dotata di autoironia, fornendo a questo modello il modo più idoneo di vestire.

Inizia la sua carriera disegnando cappelli, prima a Parigi nel 1908 e poi a Deauville. In queste città, nel '14, apre i suoi primi negozi, seguiti nel '16 da un salone di alta moda a Biarritz. Lo strepitoso successo la colse negli anni venti, quando arriva ad aprire i battenti di una delle sue sedi in rue de Cambon n.31 a Parigi e quando, da lì a poco, verrà considerata un vero e proprio simbolo di quella generazione. Tuttavia, a detta dei critici e degli intenditori di moda, l'apice della sua creatività è da attribuire ai più fulgidi anni trenta, quando, pur dopo aver inventato i suoi celeberrimi e rivoluzionari "tailleur" (costituiti da giacca maschile e gonna diritta o con pantaloni, appartenuti fino a quel momento all'uomo), impose uno stile sobrio ed elegante dal timbro inconfondibile.

In buona sostanza, si può dire che Chanel rimpiazzò il vestiario poco pratico della belle èpoque con una moda larga e comoda. Nel 1916, ad esempio, Chanel estese l'uso del jersey (un materiale a maglia molto flessibile), dal suo uso esclusivo per i sottabiti a una grande varietà di tipi di vestiario, inclusi i vestiti semplici in grigio e blu scuro. Questa innovazione fu di così grande successo che "Coco" iniziò ad elaborare le sue celebri fantasie per i tessuti jersey .

L'inserimento della maglia lavorata a mano e poi confezionata industrialmente, infatti, rimane una delle novità più sensazionali proposte da Chanel. Inoltre, le bigiotterie in perle, le lunghe catene dorate, l'assemblaggio di pietre vere con gemme false, i cristalli che hanno l'apparenza di diamanti sono accessori indispensabili dell'abbigliamento Chanel e segni riconoscibili della sua griffe.

Esperti come quelli del sito Creativitalia.it, sostengono: "Troppo spesso si è parlato del suo celebre Tailleur quasi fosse stata una sua invenzione; in realtà Chanel produceva un vestiario di tipo tradizionale che spesso prendeva spunto dal vestiario maschile e che non diventava fuori moda con il cambiare di ogni nuova stagione. I colori più comuni di Chanel erano il blu scuro, il grigio, e il beige. L'importanza data ai dettagli e l'uso estensivo di bigiotteria, con combinazioni rivoluzionarie di pietre vere e false, agglomerati di cristalli, e perle sono molti indicativi dello stile di Chanel. All'età di 71 anni, Chanel introdusse nuovamente il "tailleur di Chanel" che consisteva di vari pezzi: un giacca di stile cardigan, con inclusa la sua tipica catenella cucita all'interno, una gonna semplice e comoda, con una camicetta il cui tessuto era coordinato con il tessuto all'interno del tailleur. Questa volta, le gonne erano tagliate più corte e i tailleur erano fatti da un tessuto cardigan ben lavorato. Chanel é singolare nel suo rivoluzionare l'industria della moda e nell'aiutare il percorso delle donne verso l'emancipazione".

Lo scoppio della seconda guerra mondiale impose però un'improvvisa battuta di arresto. Coco è costretta a chiudere la sede di rue de Cambon, lasciando aperto soltanto il negozio per la vendita dei profumi. Nel '54, quando torna nel mondo della moda, Chanel ha 71 anni.

La stilista aveva lavorato dal 1921 al 1970 in stretta collaborazione con i cosiddetti compositori dei profumi, Ernest Beaux e Henri Robert. Il celeberrimo Chanel N°5 venne creato nel 1921 da Ernest Beaux, e secondo le indicazioni di Coco doveva incarnare un concetto di femminilità senza tempo, unica e affascinante. Il N°5 non fu innovativo soltanto per la struttura della fragranza, ma per la novità del nome e l'essenzialità del flacone. Chanel trovava ridicoli i nomi altisonanti dei profumi dell'epoca, tanto che decise di chiamare la sua fragranza con un numero, perché corrispondeva alla quinta proposta olfattiva che le aveva fatto Ernest.
Indimenticabile poi, la famosa affermazione di Marylin che, sollecitata a confessare come e con quale abbigliamento andasse a letto, confessò: "Con due sole gocce di Chanel N.5", proiettando in questo modo, ulteriormente, il nome della stilista e del suo profumo nella storia del costume.

Il flacone poi, assolutamente all'avanguardia, è divenuto famoso per la sua struttura essenziale e il tappo tagliato come uno smeraldo. Questo "profilo" ebbe un tale successo che, dal 1959, il flacone è esposto al Museo di Arte Moderna di New York.

Al mitico N.5 ne seguirono molti altri, come ad esempio il N.22 nel 1922, "Gardénia" nel '25, "Bois des iles" nel '26, "Cuir de Russie" nel '27, "Sycomore", "Une idée" nel '30, "Jasmin" nel '32 e "Pour Monsieur" nel '55. L'altro grande numero di Chanel è il N°19, creato nel 1970 da Henri Robert, per ricordare la data di nascita di Coco (il 19 agosto, appunto).

In sintesi, l'impronta stilistica di Chanel si fonda sulla apparente ripetitività dei modelli base. Le varianti sono costituite dal disegno dei tessuti e dai dettagli, a conferma del credo fatto proprio dalla stilista in una sua celebre battuta che "la moda passa, lo stile resta".

Alla scomparsa di questa grande creatrice di moda del '900, avvenuta il 10 gennaio '71, la Maison venne mandata avanti dai suoi assistenti, Gaston Berthelot e Ramon Esparza, e dalle loro collaboratrici, Yvonne Dudel e Jean Cazaubon, nel tentativo di onorarne il nome e di mantenerne il prestigio.

mercoledì 29 settembre 2010

Soffocare

"Parassita" non è la parola esatta, ma è la prima che viene in mente.

martedì 28 settembre 2010

Il tempo mi frega sempre..

Il tempo è sempre troppo poco.

domenica 26 settembre 2010

Paradiso + Inferno

"Avevamo scoperto il collante segreto che teneva insieme ogni cosa, in uno spazio perfetto dove il rumore non veniva a disturbarci. Il nostro mondo era completamente pieno."

sabato 25 settembre 2010

L'estate sta finendo...

E’ finita l’estate, per strada le stesse persone sparite da un mese, di nuovo al loro posto.
Per me è stata l'estate dei cambiamenti,si è chiusa una porta e si è aperto un portone,nuove conocenze,nuovi ritmi,nuovo quasi tutto!
Estate a zig zag in bicicletta,di colline monferrine,di concerti in piazza,di zanzare e venticello,di birre in macchina,occhi a cuoricino,di belle notizie.
Un'estate tranquilla,ma bella come poche,e adesso vorrei tornare indietro per riviverla  ma purtroppo spariti i ragazzi stranieri, sparite le donne ai giardinetti, di nuovo qualche zaino, nuova aria di scuola, forse le liste dei libri, forse gli esami, forse l’università.
Sta arrivando la luce bassa di settembre. Speriamo con essa il buon umore dell’arancione!

venerdì 24 settembre 2010

Depeche Mode - In Your Room

"I'm hanging on your words

living on your breath

feeling with your skin

will I always be here?"

mercoledì 22 settembre 2010

Dichiarazione d'intenti!

Scrivo appunti, pensieri, e tutto ciò che mi viene in testa da anni ormai su quelli che non amo definire come diari... banalmente li chiamo appunti, che uso per sfogarmi, per segnare quello che per me è importante, pensando che un giorno forse qualcosa rileggerò e mi servirà per ritrovare quella che ero e quella che sono diventata, lasciare a me stessa un segno di me... Pochissimi eletti hanno letto qualcosa di questi miei diari, stralci di frasi... brevi racconti... so che non darei mai in mano a nessuno uno dei miei quaderni senza essere presente mentre questa persona legge, c'è di me quello che in parte non voglio comunicare ad altri che a me stessa. E io sono una che parla molto.
Sembra forse un controsenso, ed è per questo che sono qui.
Stò sperimentando una forma alternativa di comunicazione. Mirata verso estranei, sicuramente in parte autocensurata per ciò che di me non vorrei che chi mi conosce sapesse... Seghe mentali... Sì molto probabile... Ma infondo un blog non serve a questo? Non sono sfoghi pubblici di deliri privati?
Non è il tentativo di una comunicazione che non riusciamo ad avere con chi ci è più vicino e quindi gridiamo con la nostra piccola voce verso un mondo che sinceramente non sappiamo nemmeno che voglia abbia di ascoltarci... Troppe parole... Già... Il mondo di internet è un mondo fatto di mille informazioni, in cui perdersi è la norma, in cui l'essere sintetici e diretti è la via vincente per comunicare... ed io che faccio? Mi trovo qui a scrivere mille parole... e non mi fermo... Ma infondo questa è quasi una dichiarazioni di intenti, quindi mi concedo questa piccola incoerenza... "la coerenza non è sicuramente una dote umana" non escludo nemmeno me stessa... anche se ovviamente penso di essere piuttosto coerente...